Come in un gioco di palloncini volanti
vo osannando i miei pensieri...tra il dire ed il faceto.


Lettori fissi

domenica 18 giugno 2017

Pareri artistici



È ormai tanto che osservo i vari lavori di artisti sconosciuti e non... 
Sono sempre stata attratta dalla vitalità di alcuni lavori che in qualche modo abbiano sempre, come base, una lettura positiva. 
Ma nelle mie ultime osservazioni ho notato cambiamenti molto forti. 
È sempre stato così, il periodo storico in cui si vive è rispecchiato enomermemente nell'arte. 
Ciò che affascina e si esprime ultimamente è un senso estremo di negatività ed a volte sconfitta. 
Questo non mi piace, per cui ho desiderato scrivere ciò, affinché il mio pensiero possa, almeno in piccola parte, testimoniare il non desidero che anche i miei lavori abbiano una tale attitudine. 
Come esempio anche a chi invece si fa influenzare dagli avvenimenti e le mode attuali, tendenze che dovrebbero avere un subitaneo arresto e cambiamento. 
Ovviamente il fascino del negativo attrae molto anche me, mi diverte certo ma...è come affrontare una sfida che debba essere però, inevitabilmente vinta. 
Niente sconfitte...magari ironizzare mostrando cattiverie e disonestà, certo...mostri e armi distruttive di pensiero, disegni orripilanti e ambienti spettrali che però finiscano in una fantasiosa risata. 
La realtà sarà anche diversa, però non deve essere accettata con rassegnazione e rabbia. 
Reagire e distruggere l'errore, trovare una soluzione, ecco cosa deve predominare, soprattutto nell'arte. 
Essa è sempre in primo piano e deve in ogni caso mostrare positività, almeno per me. 

Grazie della pazienza ed attenzione ed auguro a tutti una felice Domenica sera. 
Ciao. 





11 commenti:

  1. E' solo un'onda di follia,
    Non preoccuparti,
    Abbraccio.

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    1. Onde così si sono susseguite nel corso dei secoli ma oggi non so...speriamo che non si trasformino in tempesta.
      Grazie Gus, abbraccio a te. Ciao!

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  2. Bellissimo il quadro...un omaggio a Death note? :) D'altra parte Death Note entra perfettamente nel discorso che fai sulla negatività che accompagna questi tempi (se conosci l'opera, dà una visione dell'uomo mooolto negativa).

    Da un certo punto di vista ritengo che molti fenomeni siano alimentati dagli "autoparlanti social", dall'altra credo che proprio il proliferare dei social abbia peggiorato l'animo umano.

    Discorso semplice: sui social si dice troppo spesso ciò che a volte è brutto anche pensare. Ma i pensieri rimangono tra noi, mentre scriverli invece non è la stessa cosa.

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    1. Ciao Riccardo.
      Devo essere sincera non ricordo l'autore del disegno postato ma mi piace perché da esattamente l'idea di ciò che intendessi scrivere.
      Conosco da poco questi lavori del manga Death note e credo che seppur truce come storia, ha comunque intenzioni positive...dico credo, non ho certezza.

      I social ormai sono come un tempo la TV appena nata. Se non usati con attenzione possono influenzare molto il modo di pensare ed anche scrivere.

      Non ho ben compreso il tuo "discorso semplice", meglio pensare che scrivere oppure scrivere significa confermare un pensiero?
      Abbraccio e grazie del tuo interessante commento. Ciao!

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    2. In death note c'è l'immagine non rassicurante del genere umano :D. Il protagonista che vuole imporre la sua giustizia, lo stesso detective rivale che in fondo usa le persone come pedine per raggiungere i suoi comunque leciti scopi, le persone buone d'animo e prive di cinismo che finiscono maledettamente male :D. Quindi è un'opera molto negativa, al di là del lieto fine.

      Sui social dici bene: Facebook è nato con i migliori intenti, in primis quello di mantenere legate persone lontane fisicamente.

      Infatti i problemi sono sorti successivamente, quando hanno iniziato a diffondersi a macchia di olio.

      Relativamente alla mia ultima affermazione: capita spesso, nella vita, di arrabbiarsi. Nel momento in cui si è arrabbiati si pensano le peggior cose verso una persona; magari queste cose le si esternano in presenza di una terza persona, o al bar. Però rimangono lì. Invece con i social magari si scrive un'invettiva verso la persona che ci ha fatto arrabbiare; poi possiamo renderla più edulcorata o cancellarla, ma l'abbiamo messa in pubblica piazza.

      La persona di istinto scrive il proprio pensiero sui social e spesso se ne leggono di cotte e di crude.

      Diversamente quando uno scrive (ad esempio quando noi scriviamo) possiamo magari pubblicare immediatamente senza rileggere, ma nel processo di formazione del testo, sono sicuro, intervengono dei meccanismi che tendono a attenuare l'istinto che ci fa pensare le peggior cose. :D

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    3. Riki grazie. Avevo compreso qualcosa ed ora conosco un pochino meglio il risvolto...caspiterina, me lo hai reso ancora più appetibile...il fascino del male e del bene...ahahahah...terribile, ci sono dentro anch'io...ahahahah...
      Ora forse ho compreso, io ho sperimentato entrambi gli aspetti, istinto e moderazione, ma col senno di poi posso dire di aver fatto comunque bene, in ogni caso. Non ti spiego altrimenti finisco di scrivere tra un secolo...ahahahah...
      Ti abbraccio e bacio. Ciao!

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    4. Beh dai, non penso tu sia da invettiva o urlaticcio social :D

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    5. Non intendevo questo Riki, intendevo la scrittura istintiva, come sfogo e non per danneggiare...o intenzionalmente per far del male. Se mi arrabbio sono tremenda ma anche molto pacata, nonostante la voglia di urlare...di solito sono istintiva, pensa te...ahahahah...
      Ok, non so spiegarti meglio, quindi accontentati. Se leggi i miei vecchi post comprenderai. Ciao.

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    6. Tutto chiarissimo invece :) sono infatti due piani diversissimi e sono sicuro che nel tuo istinto hai comunque una percentuale di moderazione.

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  3. Non ho la conoscenza necessaria per valutare un’opera pittorica.
    Io penso che la ricerca sia sempre positiva in ogni campo, arte inclusa, ma temo che oggi l’arte sia influenzata quasi esclusivamente dal mercato. Monocromi, cornici invase, sgocciolature, tele bruciacchiate o detessute e chi più ne ha più ne metta, sono spesso spacciate per ricerca, anche quando sono “riprodotte in serie” per il mercato.
    Felice giornata cara Pia, un abbraccio
    enrico

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    1. Buonasera Enrico. Come conoscenza forse sai più tu di me, quindi il tuo pensiero è di gran valore.
      Ecco, l'aspetto che tu hai descritto è uno dei tanti intrisi di negatività. Sperimentare è giusto ma il fine deve sempre (per me) avere un risvolto finale positivo.
      La riproduzione in serie non la comprendo anch'io.
      Felice e serena sera, grazie e...smack!

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